Tanto va la parola alla fonte che, alla fine, ci lascia la sillaba!


Tanto va la parola alla fonte che, alla fine, ci lascia la sillaba!

      A dirla tutta, la parola non è stata sminuzzata tutta alla fonte. E’ stato durante il cammino che è stata capovolta, torturata e privata di valore. Non lo meritava. Nessuna parola merita di essere sbriciolata. E neanche pestata nel mortaio, sotto il pestello delle accuse facili. Le parole dovrebbero essere usate a dosi omeopatiche, goccia a goccia, e le sillabe combinate con parsimonia. Se non lo si sa fare, sarebbe bene regalare un pò di silenzio a chi ci sta intorno, quel silenzio che non è meno pulsante vitale della parola.

      E poi, chi l’ha detto che la volontà dell’uomo può tutto? Nessuno è autorizzato a disciplinare la respirazione di una parola che non gli appartiene; è come pretendere di far brillare stelle di carta argentata su uno sfondo bianco di cartapesta! Forse, però, tutte le parole sono già state umiliate dalla decantata dignità suprema dei duri, quelli che non piegano la testa e dicono che la colpa di tanto scempio sia delle sillabe più vivaci. Esiste, tuttavia, un posto tranquillo in cui le diverse immagini delle parole possono sovrapporsi fino a fondersi in una sola. Queste corrispondenze popolano un mondo in cui è possibile evocare tutte le cose belle che la mente è in grado di concepire. E’ un mondo in cui non si bada alle mode, ma ai modi. Capiamoci dunque. 

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