Quello che ho capito della lezione di inglese II di stamattina.
Sottotitolo: We’ll gonna get to that (sorriso) [Sorriso...vabbè!...] G: “Hi!” A: “Hi? What’s that?” G: “I want you to explain how to do things with words such as gun or pistol!” A: “For me?” G: “Uh huh” A: “It’s beautiful!” G: “I want you to have the world!” A: “Thank you. I was thinking about what you said.” G: “What did I say?” A: “That…I... Read More
Curare qualcosa che cresce aiuta a capire i propri limiti.
Sono già diversi giorni che, trovandomi in facoltà, mi capita di incontrare colleghi e docenti e di vedere, subito dopo, dei loro sosia. La spiegazione che ho dato a questa strana dinamica è che sono in piena crisi culturale. L’università non riesce più ad offrirmi quello che cerco, vale a dire la novità. Mi sembra un mondo in cui tutto si ripete e, cosa più grave, in cui troppe persone pretendono di elevare al rango di scienza veleni e frustrazioni personali. Andando... Read More
Le batoste servono a non sentirsi troppo intelligenti.
L’umidità sembra rendere più spessa l’atmosfera. Le nuvole ammonticchiate navigano come galeoni mossi dal vento. Pioviggina e mi piacerebbe provare la prima vertigine del gabbiano che si libra con le ali bagnate, dipinte di sette colori. Invece, quando chiudo gli occhi, vedo nero. No, non è il nero reale, ma una sorta di silenzio rumoroso. Forse la stanchezza di mesi deliranti e di qualche risultato – praticamente quelli che mi interessavano di più –... Read More








