Sorridente abbandono.


Sorridente abbandono.

Scriverti è difficile. Forse è una tra le maggiori responsabilità rimaste perchè mi cimento in rischiose acrobazie come rendere il passato presente o il presente un continuo senza fine. Le parole hanno comunque il pregio di aiutarmi, per il semplice fatto che drammatizzo timori ed emozioni alleviandoli subito dopo.

Sono mesi che ti vedo sotto la fioca luce di qualche stella, potenza dell’immaginazione. Oggi, invece, riesco a raffigurarti, dentro la testa, in pieno giorno, con il sole e l’azzurro del cielo,  mentre ricevi l’ultima carezza del sole che guardi e che si lascia guardare. Fissi le nuvole che corrono veloci, sfilacciandosi rapidamente come se ogni minuto non durasse più di un secondo o di una sua frazione. I tuoi gesti sono lenti e rapidi in uno stesso, identico istante. Sembra che il mondo giri al contrario.

Hai trovato una vecchia calza e ne disfai le maglie, con la pazienza di chi vuole tenere occupate le mani. Sono trascorse un’ora, un’altra ed un’altra ancora. Ai tuoi piedi, una montagna di lana ed una calza che sembra non rimpicciolirsi. Il contenuto sembra maggiore del contenente e con questo filo non usciremo dal labirinto, magari ci perderemo. Il capo, dov’è?

In life I know there is lots of grief, but your love is my relief.

Annie Lennox – Waiting in vain

 

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