Non può piovere per sempre. E’ vero. Infatti ha smesso. Dopo aver contemplato, stupefatta, quel paesaggio slabbrato, sedotta dal monotono splendore, adesso sorrido a nuove albe. Conservo solo per un attimo la voce più dura che intima, alla menzogna, l’ordine di dire la verità. Poi guardo le stelle di vetro che scintillano nella polvere di una stanza mal ripulita. Siamo ubriachi vivi e nel velluto verde dei miei occhi, fiammeggiamo le 25 primavere del nostro gioioso falò. Non oso toccarti, semplicemente guardo il soffio del tuo corpo che danza davanti alla mia bocca.
Ricordati come rotolano i ciottoli felici col mare. Non dimenticare le sorgenti emerse da fiumi di nebbia e lo scenario desolato sul quale si erge, solare, la piramide di pietra. Lascia danzare le parole in capo, senza fermarti mai. C’è solamente una fertile terra fra le pieghe dei nostri specchi, in questo quartiere lunatico. E non è con la testa che sentiamo battere il cuore.





