Come previsto, X2 ed io ci siamo svegliati contemporaneamente e nello stesso posto, un cortile asfaltato con dei platani. Il celo era grigio. Una campanella ha risuonato e alcune centinaia di bambini sono uscite fuori da diverse porte. La maggior parte di loro indossava grembiuli grigi dall’aspetto sinistro e tutti uguali. Si sono messi a correre e a giocare. Alcuni urlavano o si menavano, ma non appena la lite si acuiva, un adulto che indossava anch’egli un grembiule, soffiava in un fischietto a rotella e senza che ci fosse bisogno d’intervenire ulteriormente, i contendenti si separavano. X2 espresse l’idea che si trattasse di una scuola. Gli risposi che era poco credibile. Non si vedevano, da nessuna parte, finestre rotte né graffiti né armi da fuoco. Un dettaglio, però, ci confermava che si sbagliava. Un bambino mogio mogio faceva lentamente il giro del cortile a braccia conserte, portando sulle spalle qualcosa che suscitava a volte curiosità, altre, la presa in giro degli altri. Quando passò vicino a noi, vedemmo appuntato sulla parte posteriore del grembiule un disegno con sù scritto: “Disegno in classe anziché ascoltare il maestro!”. Non potei fare a meno di mormorare: “Poverino, che barbarie!”.
Dominique Noguez – Salto all’elastico del tempo (2001)










