Sono giorni strani. E le parole, ultimamente, non sono mature. Sto qui con lo sguardo che vaga e che raramente s’inchioda su un dettaglio. Un sentire poco naturale, sicuramente sotto tensione. Quella tensione con la quale ho ormai imparato a convivere. Che non m’incattivisce, ma che brucia dentro, silenziosamente. Perciò in questi giorni senza radici mi piacerebbe raccontarti di quello che vorrei fare una volta chiusi definitivamente i libri e delle poche parole buone che ho da riservare ad un paio di persone. Ma ogni mia confessione resta incastrata in gola quando ti sento divagare su questioni che non ci riguardano. E mi definisci “quella che ha un sorriso per tutti,sempre e comunque. Sempre alla ricerca di un oltre”. Ma la vita è bastarda e prima o poi ti presenta il conto,magari nascosto tra le pieghe di parole un tempo solo sussurrate. E quando mancheranno anche a te alcuni nomi e i perché, forse, solo allora, capirai. Capirai che sforzare la memoria non serve perché tanto ce l’abbiamo più o meno tutti debole. E che non è vero che le persone felici non hanno storia: grazie all’ inesauribile generosità dell’immaginazione, suppliscono semplicemente alla carenza.
“La poesia è un’incredibile occasione di vita”, diceva Alda Merini accendendosi l’ennesima sigaretta. Puoi crederle.








