“Prendi aria dalle ovaie, canta con l’utero e manda la nota dove vuoi.”


“Prendi aria dalle ovaie, canta con l’utero e manda la nota dove vuoi.”

E’ una fuorilegge confusa il battere e il levare , magra come un fil di ferro , con capelli lisci spaghettati a crudo su un viso squadrato. Indossa pantaloni di pelle invecchiata che coprono un corpo-armatura, i cui punti deboli sono la sua forza. Le dita cercano gli accordi sui tasti bianchi e neri, toccando una musica che insegna ad usare il contrario delle armi. Il violino non suona, ma apre la fanta e sia. L’umanità ha troppa storia all’incontrario . La voce si accorda in una ricerca furiosa che non pone mai fine allo spasimo. E’ un’esplosione da capogiro, un tunnel di colori che impregnano tutte le cellule cerebrali. Un sentire amplificato da un oggetto quasi che diventa microfono e plettro. I silenzi sono incandescenti. Si sentono  suonare le stelle e sembra di cantare ad un filo di luna.

Comments
3 Responses to ““Prendi aria dalle ovaie, canta con l’utero e manda la nota dove vuoi.””
  1. davidonzo scrive:

    Non ci sono andato (non è il mio genere) ma deve essere stato un bel concerto.

    E sicuramente non è da meno il suo racconto :)

  2. marthap3ak3 scrive:

    Ti avrei risposto volentieri sul tuo blog, ma non capisco nulla di quello di cui scrivi! :( Il concerto è stato veramente bello, un misto di ballate classiche e pezzi tiratissimi. Apprezzo i tuoi complimenti, ma ti assicuro che il racconto rende mooooolto meno del concerto. Ciao!

  3. davidonzo scrive:

    Sono tanto criptico? :O

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