Ce l’ho la luce negli occhi per scattare fotografie. E quando vedo le foto degli altri, mi dico che fanno proprio cagare e che le mie sono nettamente superiori. La gente non ha la minima idea di cosa significa –significhi,hai ragione! – “proporzione” e scatta foto senza neanche sapere quale sia il soggetto. Dovrei addestrare il mondo. E’ un mondo che ha fretta anche da fermo, in una fotografia. Brutta cosa, la fretta.
Sai…ho, in corpo, il peso di un ricordo. Un saluto ruvido ed impacciato. E poi un tuffo che contiene la cinquantesima parte di un chissà-se-e-quando. Ieri pensavo che….che sono goffe le parole dell’assenza. Tu,pero, hai imparato presto a difenderti dalle parole. Tuttavia non puoi negare che spiegare il silenzio sia come mettere,in barattoli, l’aria di città visitate tempo fa: imprigioni il vuoto. Ecco perché non ti capisco quando scrivi. Incespico già sulle prime parole e mi faccio assorbire dalle assonanze.
Io,invece, cambio continuamente. Per un solo momento sono così,perché dopo un secondo i miei pensieri e le mie donne sono vecchie di cento anni. L’amore va di fretta: è solo una stagione del cuore in cui puoi diventare diverso da come sei solitamente, per poter raggiungere una giustezza di immagine. Lo so quello che stai pensando… Non dirmi che sono il male,sono solo una trottola che qualcuno ha cercato di trattenere in bilico senza farla cadere. So dove mettere gli occhi per pensare ai colori e vederli apparire. Ma mi piace anche bere ed avere la testa vuota e gli occhi assorti per non sapere più niente di quel che vedo.
Ora devo andare. Volevo solo dirti di non credere a chi dice che essere al mondo,sia prendersi cura di qualcuno, assumendosi tutte le responsabilità. Non dobbiamo lamentarci della brevità. Ma della lunghezza sì. Baci.









