Non servono vestiti per imparare a scoprirsi.


Non servono vestiti per imparare a scoprirsi.

Una zanzara affettuosa tormenta le mie orecchie e le lancette girano velocemente. La notte è così. Spietata! Non le importa nulla del tuo desiderio di chiudere gli occhi. Ti tiene lì, incollata ad assonnate riflessioni dalla potenza astratta e a patti delicati, fermi su labbra sottili ed immersi  dentro occhi lucidi. Il tempo s’abbandona ad ogni tic tac e la musica, che pervade le orecchie, rivela la voglia di integrare le parole migliori con odori, gesti e sguardi. Il corpo è in traiettoria e l’udito interpreta mille lingue. Sembra lo scudo migliore per scattare foto mosse con un’aria scanzonata e leggera, spalmata addosso come crema idratante.

Riesci a scorgerti?

Comments
2 Responses to “Non servono vestiti per imparare a scoprirsi.”
  1. Paula Rubin scrive:

    Bonjour ma cherie!
    E si la notte vola, a volte ci consola……… ma quando una zanzara ci tormenta allora son guai!!! Specialmnte quando quel piccolo sibilo si trasforma in un tormento esistenziale e desideri di non essere mai nata o essere al posto di qualcun’altro che possibilemnte si trova in un’isola felice. Ma perché? Non abbiamo anche noi la mente che ci può portare nell’isola di peter pan dove nessuno muore mai e non si invecchia? Appunto, “l’isola che non c’è”!!!!!!!!

  2. Martha Peake scrive:

    @Paula Rubin: bonjour à toi chou chou! Stai superando il record di una mia amica: commentarmi tutto il blog in poche ore! :)

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