Una zanzara affettuosa tormenta le mie orecchie e le lancette girano velocemente. La notte è così. Spietata! Non le importa nulla del tuo desiderio di chiudere gli occhi. Ti tiene lì, incollata ad assonnate riflessioni dalla potenza astratta e a patti delicati, fermi su labbra sottili ed immersi dentro occhi lucidi. Il tempo s’abbandona ad ogni tic tac e la musica, che pervade le orecchie, rivela la voglia di integrare le parole migliori con odori, gesti e sguardi. Il corpo è in traiettoria e l’udito interpreta mille lingue. Sembra lo scudo migliore per scattare foto mosse con un’aria scanzonata e leggera, spalmata addosso come crema idratante.
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2 Responses to “Non servono vestiti per imparare a scoprirsi.”Leave A Comment
Ultime parole famose...
- E' maledettamente ben messo, lei, - proseguì.
- Specialmente la nuca la trovo meravigliosa, dimostra al tempo stesso la forza e l'intelligenza del suo possessore. Una nuca così fa un'impressione artistica. La faccio ridere? E' uno scienziato, lei, e io sono un industriale, ma l'arte è al disopra di tutto, no? l'arte ci unisce.Raymond QueneauCategorie
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Bonjour ma cherie!
E si la notte vola, a volte ci consola……… ma quando una zanzara ci tormenta allora son guai!!! Specialmnte quando quel piccolo sibilo si trasforma in un tormento esistenziale e desideri di non essere mai nata o essere al posto di qualcun’altro che possibilemnte si trova in un’isola felice. Ma perché? Non abbiamo anche noi la mente che ci può portare nell’isola di peter pan dove nessuno muore mai e non si invecchia? Appunto, “l’isola che non c’è”!!!!!!!!
@Paula Rubin: bonjour à toi chou chou! Stai superando il record di una mia amica: commentarmi tutto il blog in poche ore!