I nonni non sono tutti uguali, così come non lo sono i genitori. Tanti dubbi a confermalo: dov’era la signora delle camelie quando mi hai regalato un palloncino rosso e a me sembrava di portare nell’aria, legato ad una cordicella, il nostro mondo? Dov’era quando mi portavi nella bottega del nonno, un cubicolo buio senza aperture oltre la porta, e ricordavamo insieme come conficcasse, con colpi secchi, i chiodi nel legno, raccontando nel frattempo storie della sua gioventù, vaghe cospirazioni politiche? E quando ti confidavo quello che mi faceva piangere e tu mi abbracciavi, dandomi quei consigli che durano tutta la vita e che mi afferrano per le spalle quando sto per cedere? E quando ti chiedevo chi è Dio e tu dicevi “è uno di noi, ma più buono di te e me insieme!”. E quando la sera, all’ imbrunire, mi chiedevi di aiutarti ad innaffiare i fiori ed io mi immaginavo che nascesse già un fiore dentro la O della parola che pronunciavi?
Non credo che esista al mondo un silenzio più profondo di quello dei tuoi occhi che si sono chiusi.









Ci parlano ancora e tanto. Anzi è allora che devi ascoltare perchè hanno tanto da dire e da dare. Non c’è silenzio… Forse tu porti gli occhi della nonnina tua… è proiprio grazie aloro che lei continua a parlare. Non ci hai mai pensato?