E’ sbagliato dire io penso. Uno dovrebbe dire: io sono pensiero. Io è qualcun’altro. Io, forse, è sul tetto, pazzo d’amore come i gatti che gridano nelle grondaie. O forse io ha solo superato i silenzi e le notti, causando in seguito vertigini. Io è comunque pronto ad ascoltare, mai stanco, pronto, mai colpevole.
Qualcuno mi ha definito il menestrello della coscienza della musica folk alla stregua di Jack Rollins, fenomeno folk dei primi anni ’60 che ha smesso di cantare perchè non si attua un cambiamento con una canzone. Altri, invece, dicono somigli a Woody, un ragazzetto imbroglione del Missouri che dorme con i dischi di Lead Belly sotto il cuscino. Un tipetto, Woody, convinto che il successo non sia quella cosa che tutti strombazzano. Dice, non c’è motivo di far piazzare uno sul palco, separato dagli altri, quando in ogni carro merci ci sono barboni, vagabondi, sfigati per una volta o per sempre che saltellano insieme. In effetti,sì, sono d’accordo: noi, pollici bruciati dal sole, appendici dei pullman, noi non raccontiamo palle e siamo pronti ad infilare la testa sotto le ali per dormire.
La verita è una sola: io non sono qui perchè ho trovato la libertà prima di trovare la tecnica. E tutti sanno che non sono stato un cantante folk perchè la musica folk, quella fatta in casa dalla classe operaia, non esiste. Si è soli, ma la musica tradizionale è troppo irreale per morire e dunque non ha bisogno di essere protetta.
Giace lì, poeta, profeta, fuorilegge, imbroglione, star di elettricità, inchiodato da un guardone che avrebbe presto scoperto una poesia e una persona nuda, che anche il fantasma era più di una persona. Che la sua anima riposi in pace insieme alla sua scortesia…
Reference: Io non sono qui (2007), a film directed by Todd Haynes










Sto blog è proprio ben fatto!!!
brava a Chiaretta!
E’ l’affetto che parla, mi sa!
Saluti a Rocchetta e all’insegnante di capoeira!