“Dice la saggezza popolare che non si può mai avere tutto, e avrà certo ragione, il bilancio delle vite umane gioca costantemente sul vinto e sul perdente, il problema sta nell’impossibilità, altrettanto umana, di metterci d’accordo sui meriti relativi di quel che si dovrebbe perdere e quel che si dovrebbe vincere, ecco perchè il mondo è nello stato in cui lo vediamo. Anche Maria da Paz pensa, ma, essendo donna, e quindi più vicina alle cose elementari ed essenziali, rammenta l’angoscia che aveva nell’anima quando è entrata in questa casa, la certezza che ne sarebbe uscita vinta e umiliata, e in definitiva era accaduto ciò che in nessun momento le aveva sfiorato la fantasia, trovarsi a letto con l’uomo che amava, il che dimostra quanto ancora abbia da imparare questa donna se ignora che molte situazioni drammatiche delle coppie è lì che finiscono e si risolvono, non perchè gli esercizi del sesso siano la panacea di tutti i mali fisici e morali, anche se c’è pure chi lo pensa, ma perchè, esaurite le forze dei corpi, ne approfittano gli spiriti per alzare timidamente il dito e chiedere l’autorizzazione per entrare, domandano il permesso di far sentire le proprie ragione, e se loro, i corpi, siano preparati a prestargli attenzione. E’ allora che l’uomo dice alla donna, o la donna all’uomo, Che pazzi siamo, che stupidi siamo stati, e uno dei due, misericordiosamente, tace la risposta giusta che sarebbe, Tu,forse, io stavo solo ad aspettarti. Ancorchè sembri impossibile, è questo silenzio pieno di parole non dette che salva quel che si credeva perduto, come una zattera che avanza dalla nebbia reclamando i suoi marinai, coi loro remi e la loro bussola, la loro candela e la madia del pane”
“Le piacque pensare che anche i suoi piedi erano due piccole isole così, e che proprio lì accanto altre due riposavano, e che tutte e quattro insieme potevano comporre, componevano, avevano composto un arcipelago perfetto, se la perfezione è già di questo mondo e il lenzuolo del letto l’oceano dove voleva ancorarsi. Sei più tranquillo, domandò, Più di così non credo sia possibile, disse lui. E’ strano, stranotte sei venuto in me come non era mai accaduto prima, ho sentito che entravi con una dolcezza che poi ho pensato fosse impastata di desiderio e lacrime, ed era anche una gioia, un gemito di dolore, una richiesta di perdono, E’ stato tutto così, se l’hai sentito, Purtroppo, ci sono cose che succedono e non si ripetono, E altre che succedono e tornano a succedere, Tu credi, qualcuno ha detto che chi una volta ha regalato delle rose, non può in seguito regalare meno che rose, Si tratta di provare, Ora, Si, visto che siamo già spogliati, E’ una buona ragione, Sufficiente, benchè non sia di sicuro la migliore di tutte. Le quattro isole si sono unite, l’arcipelago si è ricomposto, il mare s’è franto tumultuoso contro gli scogli, se lassù ci sono state grida le hanno lanciate le sirene che cavalcano le onde, se ci sono stati gemiti nessuno è stato di dolore, se qualcuno ha chiesto perdono, che sia stato perdonato, ora e per sempre…”
José Saramago – L’uomo duplicato









