La pazienza di vivere il resto. (J-22)


La pazienza di vivere il resto. (J-22)

Abbandono l’illusione anche per questo Natale. Brilleranno le luci in cielo? Ci credo poco. Dov’è finita la lingua originale che non intraprende la via del veleno e della menzogna? E‘ bellissimo tirarsi fuori dai guai, dicevi, ma è triste vedervi precipitare chi ci sta a cuore. Forse, un giorno, cadrà davvero la pioggia di stelle che mi auguravi. Griderò per la gioia e mi sentirai.

Ho cantato con disincanto queste parole qualche settimana fa. Immersa nell’ombra che trascurava lo spessore e sotto cui il calore era un fantasma. Lanciando un grido di protesta alla primavera nascosta nelle pieghe del tempo stropicciato. Mi sono fermata, aspettando te e la metà di me stessa che, ignara, era rimasta dall’altra parte.

Non restano che molti tramonti ad affollare i nostri ultimi ricordi. O i pianti che lacerano la pelle. Quanto al resto, metto in atto l’arte di dimenticare che mi hai insegnato. Rimedio in qualche modo. Se finisce il rispetto, speriamo che muoia anche la voglia di restare per vedere quel che resta della vita. Tanto qualcuno ha già cacciato fuori la tua anima morsa fino all’osso. Un qui che è tanto lì, un lì che è qui.

Comments
2 Responses to “La pazienza di vivere il resto. (J-22)”
  1. / F i l / scrive:

    Veramente strambo questo scritto.
    Zuzzurellona!

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