Tanto per cominciare, c’è che non mi sento più un rottame. Ho smesso di sparare note rabbiose verso il soffitto. Basta perdere tempo, preferisco eseguire versioni appassionate di canti con contorno di fuoco e zolfo. Il mondo moderno, con le sue folli complicazioni, m’interessa poco. Sì, perché è facile, troppo facile diventare vittime delle proprie strane fantasie. Se vuoi correre questo rischio, bellezza, vai pure avanti. Io non ti seguo. Preferisco separare i singoli componenti di un’unica tinta per trovarne il senso. La legge è una bella cosa, ma non sei tu; non puoi parlare per i morti, ci siamo capiti? Si, lo so cosa stai pensando, che le proteste sono difficili da scrivere senza dar loro un tono che sa troppo di predica. Bé, smetti di protestare allora, così non verranno più fuori discorsi ad una sola dimensione. Semplice no?
Comunque, Canvaz va via. Si è stancato di scrivere, adesso vuole vivere. Vuole vivere come vive una canzone e vuole vedere tutte le sue facce per poterla suonare. E’ stufo di chi rende impossibile una vita decente a persone libere dentro; è stufo di dover ancora ripetere che il valore delle cose non si misura da quello che costano ma da quello che ci costano per averle, e che se qualcosa non ti appartiene più, non è scritto da nessuna parte che tu debba necessariamente averla indietro, calpestando la volontà altrui. E’ stufo persino di dover sempre ripetere che la creatività è frutto di osservazione, di esperienza e non la risposta improvvisata e conseguente ad una fuga. La creatività è invenzione, ma non s’improvvisa: matura col tempo, cresce dentro di te.
Qualunque cosa sia la controcultura,comunque, io ne ho abbastanza. Anche perché ho conosciuto ben altro e l’unica cosa di cui sono capace è stare lì, sotto il sole, a fissare la folla, sognando ad occhi aperti e soffrendo di deficit d’attenzione. Forse ho perso la testa. Ma è bello così.
Concludo così: se non hai ancora capito cos’è successo, Johnny ti direbbe: “Mr. Garfield’s been shot down, laid down. Nothing you can do”. Ecco cosa c’è nell’aria. E’ semplice e riducibile ad una formula: siamo farfalle gialle su strade nere di catrame. Non c’è spazio per altro. Neanche per te.
Ciao,
Grazie per l’attenzione,
Spento del Tutto










