Mondo di merda, 15 Gennaio 1989
Ciao, diario del cazzo. Come va con la tua nuova religione? Ti senti un po’ diverso?
Io sto una merda. Mi sono svegliato vomitando un brivido tra i fiori di mamma. Poi son caduto a terra. Succede sempre quando inondo la bocca con un po’ di pace. La creatrice, intanto, riempie contenitori da frigorifero abbandonato con le sue lacrime. E qualcuno le spiega che le pillole che vorrebbe darmi lei, non fanno effetto. Lei non capisce. Cazzo, René, come faccio a spiegarle che non posso farmi le sue idee perché ce le hanno tutti? Io voglio essere stuprato dalle idee di L. e dai suoi capezzoli atomici. A che serve, allora, raccontare qualcosa a chiunque, se tutti poi hanno un alibi? Lei pensa di potermi tirare fuori da questo mondo. Ha troppa autostima. E l’autostima, lo sappiamo, è una cazzata perché da’ alla gente senza palle un senso di virilità.
Questa terra è la mia terra, è la tua terra. Ma tanto, chi gestisce il mondo non ascolta mai musica.
Saluti tormentati,
il tuo macellaio
Canvaz
*storie vere di un antiautoritario ”diversamente giovane”!





