La panna scivola dal cucchiaio mentre la proietto nell’esofago. Il sonno è passato e fisso il soffitto come se stessi misurando la mia capacità di guardare a lungo un oggetto. L’aria è così blu che a respirarla sembra mi debba colorare fin dentro al petto e tutti gli oggetti di questa stanza sono intrisi di una luce limpida, che li rende insopportabilmente più belli. Insieme abbiamo aperto una porta, poggiandoci sulla maniglia. Ed ora, mentre la vita scorre nell’inutile sforzo di accettare di vivere chiusi in un corpo di legno che pronuncia parole che si accartocciano, rafforzo la linea immaginaria che unisce luna e sole a metà giornata ed intono acuti ad occhi chiusi. Non so a te, ma questo profumo di vento e di luce mi fa girare su me stessa, sempre più veloce, semprepiù veloce, semprepiùveloce.










Lascia lente le briglie dell’ippogrifo, e semplicemente plana
Un saluto.
Davide
@davidonzo: è bellissimo da quassù!
Ultimamente ho riscoperto il tuo blog e ne sono felice.
A distanza di anni, noto come la mia eterna compagna di banco, non sia cambiata di una virgola.
Mi è difficile esprimere la gioia visiva che si è manifestata leggendo i tuoi post “occhi verdi”….poche parole da esprimere ma un solo aggettivo per sottolinearli: stupendi!!
Sembra quasi di leggere un libro, accurato in ogni piccolo dettaglio, capace di trafigerti in un sol colpo la mente che in questo momento(la mia) è intrisa da mille pensieri che mi assillano.
Complimenti, chiaretta…scrivi benissimo…a differenza mia, che sono un eterno inseguitore della lingua italiana…ci provo per lo meno.
Mi raccomando domani, porta i libri e non mi fare rimproverare dalla professoressa “Grasso”: Massimoooooooooooooo!!!
Notte…MaX
A distanza di anni, noto che non hai dimenticato il famoso “Massiimooooo”!
Ironia della sorte ha voluto che all’università ritrovassi un professore di letteratura italiana omonimo! Grazie, comunque, per i complimenti sui post dedicati a mia nonna: sono quelli ai quali sono più legata.
Buona giornata!