Ti chiamo per sapere come stai. Pronuncio la prima sillaba, co…, la lancio veloce quasi a voce piena, ma poi la piego in su, co..o, lasciando sfumare il resto. Sento solo il fruscìo del silenzio che esce fuori dalla cornetta e capisco che non è tempo di domande.
Ho qualcosa dentro, qualcosa che esce e mi corre veloce sotto la pelle, fin dentro la gola. Se aprissi di più la bocca, forse mi uscirebbe. Ma è come se si gonfiasse e sgonfiasse, sibilando. Sarà colpa di quella piega contratta ed infastidita che m’immagino tra le tue sopracciglia folte. Oppure del peso gonfio, dentro la pancia, che sembra tirarti verso terra. O della piega tra gli occhi che si fa sempre più profonda.
- Stammi bene.
- Anche tu…
Riattacco. Play.










Gocce di un rubinetto chiuso male… è perfetto, non si sarebbe quasi da aggiungere nulla.
@IlMode: si, diciamo che è perfetto…
http://it.youtube.com/watch?v=UAFHWbILs3U
Ti voglio bene. Notte
@Gattegnina: L’ironia ci salverà…e a proposito di Céline Dion, guarda qua: http://it.youtube.com/watch?v=VSRUmmBf8n0 Bacio.
Coplimenti per questi pensieri “inframuscolari”… sempre molto toccanti!!
PS: finalmente hai sistemato il link!