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	<title>Martha Peake &#187; Deliri autobiografici</title>
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		<title>E’ il naturale che è diventato diverso.</title>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 23:21:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martha Peake</dc:creator>
				<category><![CDATA[Deliri autobiografici]]></category>

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		<description><![CDATA[Attendo sempre a due cose allo stesso tempo  ma l’interruzione dei miei sogni non mi turba: sono sogni così dolci che continuo a sognarli mentre parlo e rispondo. E viceversa. E in quest’ozioso itinerario, è come se fossi un riflettore di immagini, un paravento bianco dove la realtà proietta colori e luce. E dove tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Attendo sempre a due cose allo stesso tempo  ma l’interruzione dei miei sogni non mi turba: sono sogni così dolci che continuo a sognarli mentre parlo e rispondo. E viceversa. E in quest’ozioso itinerario, è come se fossi un riflettore di immagini, un paravento bianco dove la realtà proietta colori e luce. E dove tutto è ciò che è o che sarà. Per questo so che non devo toccare nulla. Se modifico qualcosa,  l’oggetto occuperà la sensazione.</p>
<p>A forza di vivere di emozioni, la  possibilità di immaginare si logora, soprattutto quella di immaginare la realtà. Io, invece, voglio sentire il sonno che arriva come vita, non come riposo.</p>
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		<title>Materia scritta</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 23:50:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martha Peake</dc:creator>
				<category><![CDATA[Deliri autobiografici]]></category>
		<category><![CDATA[Alzaia]]></category>
		<category><![CDATA[DeLuca]]></category>

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		<description><![CDATA[Un giorno di lavoro in cantiere: sposto per le giuste ore molte lastre di marmo destinate a un pavimento. Le scarico dal camion, la trasporto all&#8217;interno, mi passano per le mani molte volte. La polvere bianca, la sfarinatura del marmo, si assesta in tutti i solchi delle mani, nei pori, nelle scalfiture. A raschiarla sotto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Un giorno di lavoro in cantiere: sposto per le giuste ore molte lastre di marmo destinate a un pavimento. Le scarico dal camion, la trasporto all&#8217;interno, mi passano per le mani molte volte. La polvere bianca, la sfarinatura del marmo, si assesta in tutti i solchi delle mani, nei pori, nelle scalfiture. A raschiarla sotto l&#8217;acqua la sera, resiste come un velo. Poi a casa mi cucino una seppia e il residuo del suo nero insegue il bianco, a ricalco, su tutta la superficie delle mani. Le risciacquo, ma non a fondo, tanto non ho da fare baciamano. Siccome ho una testa che impasta sempre parole, penso che quel nero su bianco sopra mani mie, sia scrittura: che le cose intorno scrivano sopra di me e di tutti, e nessuno sa più leggere tutta la posta che ci arriva addosso, per esempio, le gocce di pioggia sopra un vetro. Neanche i bambini lo sanno fare. Forse sapeva Adamo, quando metteva i nomi a tutte le creature. Forse non li inventava, ma li leggeva scritti su di loro, nelle orme al suolo, nei voli in cielo. E se posso fare pagine da scrittore è perché io stesso stasera sono scritto da nero di seppia e polvere di marmo, su dorso e palmo di mano. Nel disparte di un tavolo da sparecchiare, nel fiato che esala cipolla, scrivo della materia che mi ha scritto.</p>
<p style="text-align: justify;">Erri De Luca- Alzaia, <em>Materia scritta</em></p>
</blockquote>
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		<title>Siate cortesi col mondo che vive!</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 17:47:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martha Peake</dc:creator>
				<category><![CDATA[Deliri autobiografici]]></category>

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		<description><![CDATA[Non può piovere per sempre. E’ vero. Infatti ha smesso. Dopo aver contemplato, stupefatta, quel paesaggio slabbrato, sedotta dal monotono splendore, adesso sorrido a nuove albe. Conservo solo per un attimo la voce più dura che intima, alla menzogna, l’ordine di dire la verità. Poi guardo le stelle di vetro che scintillano nella polvere di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non può piovere per sempre. E’ vero. Infatti ha smesso. Dopo aver contemplato, stupefatta, quel paesaggio slabbrato, sedotta dal monotono splendore, adesso sorrido a nuove albe. Conservo solo per un attimo la voce più dura che intima, alla menzogna, l’ordine di dire la verità. Poi guardo le stelle di vetro che scintillano nella polvere di una stanza mal ripulita. Siamo ubriachi vivi e nel velluto verde dei miei occhi, fiammeggiamo le 25 primavere del nostro gioioso falò. Non oso toccarti, semplicemente guardo il soffio del tuo corpo che danza davanti alla mia bocca.</p>
<p>Ricordati come rotolano i ciottoli felici col mare. Non dimenticare le sorgenti  emerse da fiumi di nebbia e lo scenario desolato sul quale si erge, solare, la piramide di pietra. Lascia danzare le parole in capo, senza fermarti mai. C’è solamente una fertile terra fra le pieghe dei nostri specchi, in questo quartiere lunatico. E non è con la testa che sentiamo battere il cuore.</p>
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		<title>ISTANTANEE DA RULLINO OSSIDATO (#4EULTIMA)</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 11:14:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martha Peake</dc:creator>
				<category><![CDATA[Deliri autobiografici]]></category>

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		<description><![CDATA[Tanto per cominciare, c’è che non mi sento più un rottame. Ho smesso di sparare note rabbiose verso il soffitto. Basta perdere tempo, preferisco eseguire versioni appassionate di canti con contorno di fuoco e zolfo. Il mondo moderno,  con le sue folli complicazioni, m’interessa poco. Sì, perché è  facile, troppo facile diventare vittime delle proprie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tanto per cominciare, c’è che non mi sento più un rottame. Ho smesso di sparare note rabbiose verso il soffitto. Basta perdere tempo, preferisco eseguire versioni appassionate di canti con contorno di fuoco e zolfo. Il mondo moderno,  con le sue folli complicazioni, m’interessa poco. Sì, perché è  facile, troppo facile diventare vittime delle proprie strane fantasie. Se vuoi correre questo rischio, bellezza, vai pure avanti. Io non ti seguo. Preferisco separare i  singoli componenti di un’unica tinta per trovarne il senso. La legge è una bella cosa, ma non sei tu; non puoi parlare per i morti, ci siamo capiti? Si, lo so cosa stai pensando, che le proteste sono difficili da scrivere senza dar loro un tono che sa troppo di predica. Bé, smetti di protestare allora, così non verranno più fuori discorsi ad una sola dimensione. Semplice no?</p>
<p>Comunque, Canvaz va via. Si è stancato di scrivere, adesso vuole vivere. Vuole vivere come vive una canzone e vuole vedere tutte le sue facce per poterla suonare. E’ stufo di chi rende impossibile una vita decente a persone libere dentro; è stufo di dover ancora ripetere che il valore delle cose non si misura da quello che costano ma da quello che ci costano per averle, e che se qualcosa non ti appartiene più, non è scritto da nessuna parte che tu debba necessariamente averla indietro, calpestando la volontà altrui.  E’ stufo persino di dover sempre ripetere che la creatività è frutto di osservazione, di esperienza e non la risposta improvvisata e conseguente ad una fuga. La creatività è invenzione, ma non s’improvvisa: matura col tempo, cresce dentro di te.</p>
<p>Qualunque cosa sia la controcultura,comunque, io ne ho abbastanza.  Anche perché ho conosciuto ben altro e l’unica cosa di cui sono capace è stare lì, sotto il sole, a fissare la folla, sognando ad occhi aperti e soffrendo di deficit d’attenzione. Forse ho perso la testa. Ma è bello così.</p>
<p>Concludo così: se non hai ancora capito cos’è successo, Johnny  ti direbbe: “<a title="Mr. Garfield’s been shot down, laid down. Nothing you can do" href="http://www.youtube.com/watch?v=Yb4J3n74SD8" target="_blank">Mr. Garfield’s been shot down, laid down. Nothing you can do</a>”. Ecco cosa c’è nell’aria. E’ semplice e riducibile ad una formula: siamo farfalle gialle su strade nere di catrame. Non c’è spazio per altro. Neanche per te.</p>
<p>Ciao,</p>
<p>Grazie per l’attenzione,</p>
<p>Spento del Tutto</p>
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		<title>ISTANTANEE DA RULLINO OSSIDATO (#3)</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 19:35:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martha Peake</dc:creator>
				<category><![CDATA[Deliri autobiografici]]></category>

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		<description><![CDATA[Fench’iu. Amico. Potevi dirmelo che il cielo, dopo aver scricchiolato, ci avrebbe fatti rotolare come due palle fumanti, ognuno verso la sua stella fulgente! Non posso più tornare indietro adesso. E’ come masturbarsi per la prima volta, come aprire una bottiglia appena agitata e vedere la schiuma zampillare fuori a fiotti. Pressione ed emozione, nient’altro! [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Fench’iu. </em>Amico. Potevi dirmelo che il cielo, dopo aver scricchiolato, ci avrebbe fatti rotolare come due palle fumanti, ognuno verso la sua stella fulgente! Non posso più tornare indietro adesso. E’ come masturbarsi per la prima volta, come aprire una bottiglia appena agitata e vedere la schiuma zampillare fuori a fiotti. Pressione ed emozione, nient’altro! Truman ha pure ululato l’approvazione di questa storia. Dice che il mio ego sia come una mongolfiera colorata, una testa più leggera del corpo che tira verso l’alto.  Mamma, invece, rompe. Per lei sono solo il risultato del lassismo moderno, del troppo tempo libero e degli sprechi di questo secolo. Mi ha definito un eccesso di energia. Io so solo che è  la storia d’amore più terrificante della mia vita.  Lo so, lo si sa solo per sé.</p>
<p style="text-align: justify;">L. è un incanto. Ha sempre quelle parole perfette che le salgono alle labbra, sconnesse quanto basta per rivelare le forme sotto la pelle che le ricopre. Però le donne sono sempre le donne, lo sai. Mi ha detto di non saper bene che cosa stia vivendo. Non sa se ha paura, di nuovo, e se stavolta sia più forte delle altre,oppure se sia solo espressione di un’attesa che non sapeva neanche di vivere. Secondo me, l’amore si può vivere anche così, in un modo spaventoso. E ciò che fa godere è la genialità, la testa, senza la quale il corpo non sa nulla.</p>
<p style="text-align: justify;">Più tardi raggiungo quella gente danneggiata psicologicamente. Si, proprio quelli che continuano a non sapere che i soldi stanno diventando pezzi di carta e che continuano ad uccidersi per la carta. Ho chiesto loro di darmi la loro rabbia perché è più pulita dell’ossigeno. Ma loro insultano. Io incasso e rilancio. Questa gente,però, ha trovato alcuni binari importanti e non resta che avvicinare l’orecchio alle rotaie e stare in ascolto del loro treno. E’ gente che conosce bene la propria geografia religiosa, ammettiamolo!  Fanculo al successo, ritroviamo la strada.  L’ho urlato anche a quel vecchio che si diletta della mia generazione. Qualcuno l&#8217;ha pure detto:  <em>rispetta il bisogno e l’emozione di chi non ha più nulla, di chi non spera e non spara, ma rifila con un coltello la sua bara</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Un tempo, per fare una rivoluzione ci volevano i carri armati. Oggi basta quasi una sigaretta. Non è già l’inizio di qualcosa di grande e terrificante che accade? Eh,vecchio? Se hai tanto da ridere, vai a chiamare i tuoi amici e fammi uno sciopero generazionale. Io,intanto, smetto di fumare.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie per l’attenzione.  Il tuo  addetto alle luci,</p>
<p style="text-align: justify;">Canvaz</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>ISTANTANEE DA RULLINO OSSIDATO* (#2)</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Dec 2009 20:57:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martha Peake</dc:creator>
				<category><![CDATA[Deliri autobiografici]]></category>

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		<description><![CDATA[Mondo di merda, 22 Febbraio 1989 Sono sempre io. Stamattina mi sono svegliato con la fissa della libertà. La testa,però, sembrava l’interno di una prugna secca. Dovrei smetterla di bucarmi. Ma non è semplice. Anche se Truman pensa che non sarà peggio che occupare  quella vecchia fabbrica e conversare con le ombre degli autoesclusi. Fratello, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Mondo di merda, 22 Febbraio 1989</p>
<p style="text-align: justify;">Sono sempre io. Stamattina mi sono svegliato con la fissa della libertà. La testa,però, sembrava l’interno di una prugna secca. Dovrei smetterla di bucarmi. Ma non è semplice. Anche se Truman pensa che non sarà peggio che occupare  quella vecchia fabbrica e conversare con le ombre degli autoesclusi. Fratello, sveglia! Smettila di dire che possiamo frantumare l’aria come uno specchio. Potrebbe anche avere un senso un’organizzazione di estrema sinistra di <em>monaci tibetani che non fumano, non bevono e si vestono modestamente</em>. Ma solo se possiamo servire  il proletariato. Io,però, non voglio stare alla mercé di guide deturpate. Non m’interessa essere volgarmente importante. E non voglio neanche star lì a sentire versi deludenti di chi sogna di portarsi dietro un tozzo di vento ed alberi presi dal prato. Qui non c’è nulla da rubare, c’è solo da guadagnare. Truman,però, vuole sempre una parola migliore per il mondo. Dice che non si può uccidere qualcosa che vive e sperare che nessuno ci faccia caso. La storia è viva, respira. Ed io potrei pure piantarla con &#8216;ste balle.</p>
<p style="text-align: justify;">Senti, ieri l’ho vista. Era completamente fatta e ha cominciato a dondolare su di me, improvvisando una danza lenta che prendeva sempre più ritmo. Come una tela che si colora di rosso fino ad inzupparsi completamente. Poi ha gridato e non è bastata la mia mano sulla sua bocca per non far passare le urla.  Mi sono sentito come su una nuvola. Piena di carne. Poi è esploso tutto. E la pioggia è scesa da un cielo nero di nubi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricordati che <a title="Chicago, New YoRK e Detroit stanno tutti sulla stessa via." href="http://www.youtube.com/watch?v=vPNgjA4i6gM" target="_blank">Chicago, New York e Detroit stanno tutti sulla stessa via.</a> Ci vediamo bello!</p>
<p style="text-align: justify;">Prematuri saluti,</p>
<p style="text-align: justify;">Canvaz</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Istantanee da rullino ossidato* (#1)</title>
		<link>http://www.marthapeake.it/istantanee-da-rullino-ossidato-1/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 20:50:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martha Peake</dc:creator>
				<category><![CDATA[Deliri autobiografici]]></category>

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		<description><![CDATA[Mondo di merda, 15 Gennaio 1989 Ciao, diario del cazzo. Come va con la tua nuova religione? Ti senti un po’ diverso? Io sto una merda. Mi sono svegliato vomitando un brivido tra i fiori di mamma. Poi son caduto a terra. Succede sempre quando inondo la bocca con un po’ di pace.  La creatrice, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">Mondo di merda, 15 Gennaio 1989</p>
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: justify;">Ciao, diario del cazzo. Come va con la tua nuova religione? Ti senti un po’ diverso?</p>
<p style="text-align: justify;">Io sto una merda. Mi sono svegliato vomitando un brivido tra i fiori di mamma. Poi son caduto a terra. Succede sempre quando inondo la bocca con un po’ di pace.  La creatrice, intanto, riempie contenitori da frigorifero abbandonato con le sue lacrime. E qualcuno le spiega che <a title="le pillole che vorrebbe darmi lei, non fanno effetto" href="http://www.youtube.com/watch?v=9HmJQyS8QVw&amp;feature=PlayList&amp;p=160D94A169EB75D4&amp;playnext=1&amp;playnext_from=PL&amp;index=50" target="_blank">le pillole che vorrebbe darmi lei, non fanno effetto.</a> Lei non capisce. Cazzo, René, come faccio a spiegarle che non posso farmi le sue idee perché ce le hanno tutti? Io voglio essere stuprato dalle idee di L. e dai suoi capezzoli atomici.  A che serve, allora, raccontare qualcosa a chiunque, se tutti poi hanno un alibi? Lei pensa di potermi tirare fuori da questo mondo. Ha troppa autostima. E l’autostima, lo sappiamo, è una cazzata perché  da&#8217; alla gente senza palle un senso di virilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa terra è la mia terra, è la tua terra. Ma tanto, chi gestisce il mondo non ascolta mai musica.</p>
<p style="text-align: left;">Saluti tormentati,</p>
<p style="text-align: left;">il tuo macellaio</p>
<p style="text-align: left;">Canvaz</p>
<p>*storie vere di un antiautoritario  &#8221;diversamente giovane&#8221;! <img src='http://www.marthapeake.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Questo non è un titolo.</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 01:31:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martha Peake</dc:creator>
				<category><![CDATA[Deliri autobiografici]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono giorni strani. E le parole, ultimamente, non sono mature. Sto qui con lo sguardo che vaga e che raramente s’inchioda su un dettaglio. Un sentire poco naturale, sicuramente sotto tensione. Quella tensione con la quale ho ormai imparato a convivere. Che non m’incattivisce, ma che brucia dentro, silenziosamente. Perciò in questi giorni senza radici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sono giorni strani. E le parole, ultimamente, non sono mature. Sto qui con lo sguardo che vaga e che raramente s’inchioda su un dettaglio. Un sentire poco naturale, sicuramente sotto tensione. Quella tensione con la quale ho ormai imparato a convivere. Che non m’incattivisce, ma che brucia dentro, silenziosamente. Perciò in questi giorni senza radici mi piacerebbe raccontarti di quello che vorrei fare una volta chiusi definitivamente i libri e delle poche parole buone che ho da riservare ad un paio di persone. Ma ogni mia confessione resta incastrata in gola quando ti sento divagare su questioni che non ci riguardano. E mi definisci “quella che ha un sorriso per tutti,sempre e comunque. Sempre alla ricerca di un <em>oltre</em>”.  Ma la vita è bastarda e prima o poi ti presenta il conto,magari nascosto tra le pieghe di parole un tempo solo sussurrate. E quando mancheranno anche a te alcuni nomi e i perché, forse, solo allora, capirai. Capirai che sforzare la memoria non serve perché tanto ce l’abbiamo più o meno tutti debole. E che non è vero che le persone felici non hanno storia: grazie all’ inesauribile generosità dell’immaginazione, suppliscono semplicemente alla carenza.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;La poesia è un&#8217;incredibile occasione di vita&#8221;, diceva Alda Merini accendendosi l’ennesima sigaretta. Puoi crederle.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il twitter evento dell&#8217;estate 2009</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jul 2009 14:10:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martha Peake</dc:creator>
				<category><![CDATA[Deliri autobiografici]]></category>
		<category><![CDATA[#summertwit]]></category>

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		<description><![CDATA[Organizzare un incontro tra tutti i twitter d&#8217;Italia sarebbe divertente, ma difficile da gestire. Ci accontentiamo quindi di una frivola serata calabro-sicula sullo stretto di Messina, con la speranza che sia anche di buon auspicio per la costruzione del ponte!  La porta, comunque, è aperta a tutti purchè portiate allegria. Dovendo ancora scegliere la location [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.marthapeake.it/wp-content/uploads/2009/07/summertwit1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-684" title="summertwit" src="http://www.marthapeake.it/wp-content/uploads/2009/07/summertwit1-300x190.jpg" alt="summertwit" width="300" height="190" /></a>Organizzare un incontro tra tutti i twitter d&#8217;Italia sarebbe divertente, ma difficile da gestire. Ci accontentiamo quindi di una frivola serata calabro-sicula sullo stretto di Messina, con la speranza che sia anche di buon auspicio per la costruzione del ponte!  La porta, comunque, è aperta a tutti purchè portiate allegria.</p>
<p style="text-align: justify;">Dovendo ancora scegliere la location  e la data esatta dell&#8217;evento, se avete intenzione di partecipare, votate  <a title="qui" href="http://twtpoll.com/ep5wo3" target="_blank">qui</a> e registratevi <a title="qui" href="http://artlandis.pbworks.com/summertwit" target="_blank">qui</a>. Se volete pubblicizzare l&#8217;evento su twitter o da qualsiasi altra parte (cosa buona e giusta), invece, inserite i link suddetti nel vostro post  senza dimenticate di utilizzare l&#8217;hashtag <strong><span style="font-weight: inherit; font-style: inherit; font-size: 13px; font-family: inherit; vertical-align: baseline; line-height: 1.2em; color: #cc0066; padding: 0px; margin: 0px; border: 0px initial initial;">#summertwit .</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Buone vacanze a tutti! <img src='http://www.marthapeake.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>C’è sempre una goccia di pioggia nella gola del vento.</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jul 2009 12:13:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martha Peake</dc:creator>
				<category><![CDATA[Deliri autobiografici]]></category>

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		<description><![CDATA[Pretendere troppo da un rapporto graffiato è l’anticamera della sua rottura. Quando credi di aver portato tutto avanti, ti accorgi che non è rimasto nulla se non frammenti dispersi, materiali di scarto e territori occupati da esclusi. Non c’è spazio per edifici di città che avanzeranno. Tranne se decidi di allontanarti.  Di andare, se è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Pretendere troppo da un rapporto graffiato è l’anticamera della sua rottura. Quando credi di aver portato tutto avanti, ti accorgi che non è rimasto nulla se non frammenti dispersi, materiali di scarto e territori occupati da esclusi. Non c’è spazio per edifici di città che avanzeranno. Tranne se decidi di allontanarti.  Di andare, se è ora di finire.</p>
<p style="text-align: justify;">No, non chiedermi di dimenticare il ricordo di un mondo fertile. E neanche di disegnare il nostro ritratto tra due linee laterali, il luogo che i nostri spiriti liberi dovrebbero occupare. Sono stanca di quel pessimismo rabbioso che non si regge più neanche sul filo di una pacata speranza,la speranza dei vinti che non si arrendono. Sono stanca anche dei tuoi racconti che non si sa che reazione dovrebbero provocarmi. E poi, qui dentro si sente il troppo silenzio che c’è nelle cose una volta abitate e ora non più.  E tutto reca intorno un odore al quale non mi sono ancora abituata.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è facile per nessuno spiegare il proprio modo di vedere le cose. Spesso si impara a proprie spese. Sono alla ricerca di un enorme arcobaleno che non svanisca più al prossimo tramonto del sole. Ciò che sta oltre, la penombra in cui lo spazio si dissolve, è dominio del vento e dei pochi uccelli sopravvissuti. Non è lì che la vista può vedere tramite le dita che toccano o dove stanno le dita che sentono quello che gli occhi vedono. Magari arriverà quella pioggia quieta ed incessante che,in primavera, oscura ed impregna di umidità la terrà, risvegliando gli animi. Magari, fra l’uno e il mille, si troverà la piena soddisfazione,anche se divisa in mille identiche piccole particelle. Ti accontenteresti allora?</p>
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