Per come ha trattato bene il tema della shoah ed emozionato dall’inizio alla fine, per me si può benissimo paragonare a film come Il Pianista e Schindler’s list.
Assolutamente si. Mi sembra, però, ancora più delicato dei film che hai citato. E’ come se tutto fosse destinato all’azione discreta ma non alla parola. E mi riferisco agli sguardi di Bruno, che agisce ma non parla, nonchè alla madre che, tornando a casa, lo trova col ginocchio fasciato ed insinua, per un attimo, sia stato Pavel, cogliendolo con un coltello in mano a pelare le patate, per poi concludere con un “grazie”. Bello, bello davvero. Peccato che, al solito, questo genere di film tiri meno di un BEVERLY HILLS CHIHUAHUA! Ieri, in sala, eravamo 8!
"Si, la mia frase del momento è sicuramente questa: anche se l’erba del prato può crescere a dismisura, io non me ne curo. Invece di tagliarla, nell’erba mi ci stendo, alzando gli occhi verso l’alto per guardare le nuvole bianche che fluttuano nel cielo. Affido a loro il mio destino. E il cuore al profumo dell’erba fresca e al vento che mi sussurra nelle orecchie. Non mi importa più niente di sapere o non sapere, e nemmeno se tra le due cose c’è qualche differenza.”
Per come ha trattato bene il tema della shoah ed emozionato dall’inizio alla fine, per me si può benissimo paragonare a film come Il Pianista e Schindler’s list.
Assolutamente si. Mi sembra, però, ancora più delicato dei film che hai citato. E’ come se tutto fosse destinato all’azione discreta ma non alla parola. E mi riferisco agli sguardi di Bruno, che agisce ma non parla, nonchè alla madre che, tornando a casa, lo trova col ginocchio fasciato ed insinua, per un attimo, sia stato Pavel, cogliendolo con un coltello in mano a pelare le patate, per poi concludere con un “grazie”. Bello, bello davvero. Peccato che, al solito, questo genere di film tiri meno di un BEVERLY HILLS CHIHUAHUA! Ieri, in sala, eravamo 8!