Fench’iu. Amico. Potevi dirmelo che il cielo, dopo aver scricchiolato, ci avrebbe fatti rotolare come due palle fumanti, ognuno verso la sua stella fulgente! Non posso più tornare indietro adesso. E’ come masturbarsi per la prima volta, come aprire una bottiglia appena agitata e vedere la schiuma zampillare fuori a fiotti. Pressione ed emozione, nient’altro! Truman ha pure ululato l’approvazione di questa storia. Dice che il mio ego sia come una mongolfiera colorata, una testa più leggera del corpo che tira verso l’alto. Mamma, invece, rompe. Per lei sono solo il risultato del lassismo moderno, del troppo tempo libero e degli sprechi di questo secolo. Mi ha definito un eccesso di energia. Io so solo che è la storia d’amore più terrificante della mia vita. Lo so, lo si sa solo per sé.
L. è un incanto. Ha sempre quelle parole perfette che le salgono alle labbra, sconnesse quanto basta per rivelare le forme sotto la pelle che le ricopre. Però le donne sono sempre le donne, lo sai. Mi ha detto di non saper bene che cosa stia vivendo. Non sa se ha paura, di nuovo, e se stavolta sia più forte delle altre,oppure se sia solo espressione di un’attesa che non sapeva neanche di vivere. Secondo me, l’amore si può vivere anche così, in un modo spaventoso. E ciò che fa godere è la genialità, la testa, senza la quale il corpo non sa nulla.
Più tardi raggiungo quella gente danneggiata psicologicamente. Si, proprio quelli che continuano a non sapere che i soldi stanno diventando pezzi di carta e che continuano ad uccidersi per la carta. Ho chiesto loro di darmi la loro rabbia perché è più pulita dell’ossigeno. Ma loro insultano. Io incasso e rilancio. Questa gente,però, ha trovato alcuni binari importanti e non resta che avvicinare l’orecchio alle rotaie e stare in ascolto del loro treno. E’ gente che conosce bene la propria geografia religiosa, ammettiamolo! Fanculo al successo, ritroviamo la strada. L’ho urlato anche a quel vecchio che si diletta della mia generazione. Qualcuno l’ha pure detto: rispetta il bisogno e l’emozione di chi non ha più nulla, di chi non spera e non spara, ma rifila con un coltello la sua bara.
Un tempo, per fare una rivoluzione ci volevano i carri armati. Oggi basta quasi una sigaretta. Non è già l’inizio di qualcosa di grande e terrificante che accade? Eh,vecchio? Se hai tanto da ridere, vai a chiamare i tuoi amici e fammi uno sciopero generazionale. Io,intanto, smetto di fumare.
Grazie per l’attenzione. Il tuo addetto alle luci,
Canvaz