Bugie in scena
“Stiamo vivendo in uno strano tempo, oggi, anche se forse tutti i tempi hanno avuto a loro volta qualcosa in se di altrettanto strano per il proprio tempo. Il nostro, comunque, mi sembra molto, molto strano; soprattutto quando io, come sto facendo adesso, appoggio il dito al naso per rifletteresu cosa sia mai questa vita che noi cacciamo a tutta forza sul palcoscenico. Noi ora foraggiamo il palcoscenico con così tanta vita che quest’ultimo ne ha davvero da divorare...
Salto all’elastico del tempo
Come previsto, X2 ed io ci siamo svegliati contemporaneamente e nello stesso posto, un cortile asfaltato con dei platani. Il celo era grigio. Una campanella ha risuonato e alcune centinaia di bambini sono uscite fuori da diverse porte. La maggior parte di loro indossava grembiuli grigi dall’aspetto sinistro e tutti uguali. Si sono messi a correre e a giocare. Alcuni urlavano o si menavano, ma non appena la lite si acuiva, un adulto che indossava anch’egli un grembiule, soffiava...
L’inventore
Infine, quando si fu ritirato in camera sua, così come un animale ferito ritorna in tana e muore, si sedette con tutto il suo peso sulla sedia, sfinito, e valutò il pantalone che lo sterco aveva irrigidito, e le scarpe scalcagnate che gocciolando, formavano una pozzanghera sul pavimento. Stavolta, era proprio la fine. Nantas si chiedeva come si sarebbe ucciso. Il suo orgoglio restava destro, pensava che il suo suicidio avrebbe penalizzato Parigi. Essere una forza, sentire dentro...
La tristezza di Cornélius Berg
Cornélius Berg, da quando era tornato ad Amsterdam, abitava in una locanda. Le cambiava spesso, sloggiando quando bisognava pagare, dipingendo, talvolta, piccoli ritratti, nature morte su commissione e, di tanto in tanto, qualche nudo per un amatore. Oppure elemosinando per le strade, nella speranza di trovare per caso un’insegna. Disgraziatamente, la sua mano tremava. Doveva sostituire le lenti con altre più forti; il vino, di cui l’Italia gli aveva dato il gusto, distruggeva...
Les ‘blancs’
C’est folie de croire que les périodes vides d’amour sont les ‘blancs’ d’une existence de femme. Bien au contraire. Que demeure-t-il,à le raconter, d’un attachement passionné?L’amour parfait se raconte en trois lignes: il m’aima, je L‘aimai, Sa présence supprima toutes les autres présences; nous fûmes heureux, puis Il cessa de m’aimer et je souffris… “Honnêtement, le reste est éloquence, ou verbiage....















